KARMA KIT

Presentazione e recensione GeekVape Karma:

 

Attualmente il mercato dei tubi meccanici è dominato dalle varie produzioni dei modder, in larga parte americani, le cui creazioni sono in genere tubi da cloud chasing con diametri importanti, attacco ibrido e materiali estremamente conduttivi; in questo panorama gli unici dispostivi a prezzi abbordabili sono ( o meglio erano prima della comparsa del Karma) le repliche dei tubi di cui sopra o alcuni prodotti di modder nostrani.

A questo punto si aprono diversi scenari, alcuni non vogliono repliche, altri non vogliono mettersi alla ricerca dei tubi italiani molte volte prodotti in piccole quantità, altri ancora non se la sentono di sborsare cifre importanti…ma GeekVape metterà d’accordo tutti con questo kit.

Il Karma viene fornito in tre varianti: solo tubo, solo atomizzatore o kit completo, vediamo assieme quest’ultimo.

Il kit che vi arriva è composto dal tubo in rame con attaco ibrido e atomizzatore rdta (dripper rigenerabile col tank), il tutto corredato da un sacchetto contenente parti di ricambio, la chiavetta a brugola e un vetro di ricambio.

Il Karma Tank è come dicevo un dripper con deck velocity style e asole per far scendere le code di cotone nel serbatoio sottostante con una capienza di 5ml. Volendo l’utente può trasformare l’atomizzatore in un dripper puro togliendo la parte del serbatoio e la relativa prolunga. La rigenerazione è semplicissima e praticamente impossibile da sbagliare.

Il Karma Tube è realizzato in rame, diametro 25mm e un’altezza di 84mm, bottone magnetico incassato per prevenire attivazioni involontarie, fori di sfiato, attacco ibrido e una camicia interna in materiale isolante.

 

 

Tutte le caratteristiche del Karma sono comuni ai tubi della categoria, l’aggiunta della camicia isolante invece mi lascia piacevolmente sorpreso dato che aggiunge una buona dose di sicurezza in caso di incauto utilizzo di batterie con la pellicola rovinata, soprattutto in aggiunta all’isolante posto sul tasto; una volta che il tubo è chiuso la batteria è completamente circondata dall’isolante e gli unici punti di contatto conduttivo saranno il pin positivo dell’atomizzatore e il pin negativo del tasto. Avrei gradito anche un qualche sistema di blocco meccanico del tasto, ma il bottone incassato già previene eventuali attivazioni indesiderate.

Abbiamo testato il tutto, con risultati più che positivi; il tank funziona a dovere, non mi aspettavo sorprese negative o difetti dato il design ormai molto collaudato. Lo spazio di rigenerazione è abbondante, quindi si è quasi obbligati a realizzare coil grandi; poco male dato che tutta quella superficie di resistivo da come risultato  un gran vapore.

Il tubo a suo volta contribuisce alla resa del tank conducendo bene, presenta poco voltage drop complici l’attacco ibrido e la costruzione in rame; insomma un tubo originale, dal design accattivante, a un prezzo più che abbordabile, grazie GeekVape!

Per concludere vi ricordo alcune regole di sicurezza fondamentali, avete in mano un meccanico e quindi nessun circuito che faccia da paracadute per eventuali errori o disattenzioni

– SEMPRE testare le resistenze una volta costruite, su una batteria elettronica o un ohm meter

– SEMPRE utilizzare atomizzatori con pin positivo sporgente e ben isolato in tubi con attacco ibrido

– SEMPRE controllare lo stato delle batterie

– SEMPRE controllare la carica residua delle batterie

– SEMPRE conoscere i limiti di sicurezza delle batterie e utilizzarne di ottime

– SEMPRE creare le resistenze all’interno dei limiti di sicurezza della batteria

– SEMPRE essere consapevoli di ciò che si ha in mano

I dispositivi meccanici non sono prodotti destinati a utenti inesperti, occorre sapere cosa si sta facendo per poter gustarsi in sicurezza lo Svapo con questo tipo di prodotti.